Il file firmato assumerà l’estensione .p7m che si sommerà all’estensione del file originario. Pertanto se firmiamo un documento .txt, al termine del processo di firma digitale avremo un documento .txt.p7m che rappresenta una busta informatica (PKCS#7).
Tale busta incorpora al suo interno il documento originario, il certificato del sottoscrittore, un hash del documento firmato con il certificato del sottoscrittore. Tali componenti consentiranno, in fase di verifica della firma da parte del destinatario del documento firmato, di accertare che:
il documento non sia stato modificato dopo la firma
il certificato del sottoscrittore sia garantito da una Autorità di Certificazione (CA) inclusa nell’Elenco Pubblico dei Certificatori
il certificato del sottoscrittore non sia scaduto
il certificato del sottoscrittore non sia stato sospeso o revocato
Se tutte le verifiche daranno esito positivo, il documento sottoscritto digitalmente potrà essere considerato valido a tutti gli effetti di legge.
Per la verifica del file firmato digitalmente è possibile utilizzare uno dei tanti software gratuiti scaricabili dalla rete (ad es. Arubasign). Attraverso tali software si potrà verificare l’autenticità del documento.
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Pagina aggiornata il 25/02/2025